venerdì 24 gennaio 2014

Hollywood e la ciccia



La patria del cinema tiene forse rinchiuse da qualche parte le ciccione?

Secondo me vige un coprifuoco: divieto a tutte le XXL, anzi facciamo anche le L e le XL, di girare di notte nei locali “in”, tenersi alla lontana dalle telecamere dei turisti (sia mai che intercettino una manza locale) e soprattutto nessun provino, foto e casting per le grasse!

Eppure… quando guardo documentari allarmisti sulla situazione dell’obesità mondiale, gli americani sono al primo posto!!

(Forse vengono tenuti in ostaggio da Mc Donald’s??)

Non c’è un reality, sit com o film in cui, anche solo tra le comparse, ci sia un diversamente magro!

Sulle spiagge di Malibù oltre al costumino sgambatissimo di Pamela Anderson non vi è traccia di cellulite e ciccia!





La cosa è inquietante...

I ciccioni gettati a mare in pasto agli squali, prima delle riprese.


Chi, dei miei amici, è stato negli Stati Uniti mi ha riferito di aver visto eserciti di ciccione stratosferiche cibarsi solo ed esclusivamente di cibo spazzatura.

In un Paese dove si beve coca cola al posto dell’acqua e si mangiano hamburgers e patatine fritte tutt’altro che bio-degradabili, come si fa ad ignorare, o meglio, a far finta che non esista, una fetta della popolazione che ormai rappresenta la maggioranza?

L’unica XXL che ho visto è stata in “Amore a prima svista” dove, toh guarda caso, la cicciona era Gwyneth Paltrow (posso ridere?) dove un innamorato vede la sua bella, magra (come a dire che non ci si può innamorare di una grassa? O che le grasse non sono belle?) nonostante sia una oversize.

E vogliamo parlare de “Il diario di Bridget Jones”? mutandoni della nonna a una taglia 44, esageriamo 46?

In ogni caso in entrambi i film i ruoli di queste donne sono patetici. Figurano come povere sfigate senza vita sociale e piene di complessi.

E noi ciccione rivendichiamo il diritto di essere considerate alla stregua di tutte le altre donne!
Non abbiamo niente di meno (anzi, è il caso di dire il contrario) delle nostre simili!

Amen

martedì 21 gennaio 2014

Ma quale fotoshop!!!

Siate belle!
Ma belle davvero.
Nella testa, nei gesti, nei sorrisi.
Questa mattina sono inciampata in un servizio che mostrava le "vips" prima e dopo i ritocchi famigerati di fotoshop.
Ho pensato due cose: la prima, che darei volentieri qualche calcione in bocca ai fotografi che mettono in atto questo scempio, la seconda, che abbiamo tutti, ma proprio tutti, i nostri difetti.
Piccoli o grandi che siano, ci sono!
Non che prima non lo sapessi eh, ma constatarlo così palesemente mi ha fatto ancora più arrabbiare con tutta quella categoria di gente che ti vuole magra, bella, perfetta!
La perfezione non esiste! E menomale, aggiungo.
Quindi ragazze, e soprattutto ragazzine, adolescenti, bambine, vi prego non guardate queste foto con incanto, con l'invidia di un corpo che nella realtà non esiste, non affamatevi per raggiungere un ideale sbagliato!
Siete belle! Siamo belle!
Con i nostri chili di troppo, i brufoli, i piedi lunghi o i denti storti!
In ognuna di noi c'è bellezza, basta solo saperla tirare fuori.
Se proprio non vi piacete fate qualcosa per voi, non per loro! per come vi vorrebbero! Perchè quello che bramate non è un bel sogno, ma un incubo.
I chili in più si perdono, i denti si raddrizzano... ma restate belle! Belle come già lo eravate prima.
Con la vostra gioia di vivere, con l'allegria delle vostre risate, con la paura del primo bacio, la stretta allo stomaco quando vi innamorate di un ragazzo e le confidenze all'amica del cuore...
Non perdete mai di vista voi stesse, non vi trattate male, non abbandonatevi.
Buttate quelle riviste patinate e bugiarde, guardate fuori dalla finestra il cielo azzurro e il sole che vi scalda e uscite a scoprire il mondo.
Una mano sul cuore e l'altra intorno alla vita. E abbracciatevi.


Siete belle sul serio!

lunedì 20 gennaio 2014

Shopping? No, grazie!



Se fossi magra mi vestirei tutti i giorni con le tutine fascianti e sberluccicose di Jennifer Lopez (a cui, tra l’altro, sconsiglio visto l’effetto salsiccia che ormai ottiene).

Ma sono grassa e quindi mi devo accontentare al massimo della mia tutona fucsia da ginnastica.

Una delle domande che temo di più non è quella odiata da tutte le donne, vale a dire: “quanti anni hai?” No, no. La domanda che odio di più in assoluto è una sola: “andiamo a fare shopping?”



Per me fare shopping significa accumulare stress e ansia, sbavare contro le vetrine alla vista di abiti striminziti in cui non potrò mai entrare e finire per fare la portaborse alla mia amica magra.
Sì, perché accanto ad un’amica grassa c’è sempre una smilza.

E’ una legge della natura. Se una è bella, l’altra è brutta, se è magra l’altra è obesa, se è alta l’altra è bassa e così via…
Fateci caso e vedrete che vi spunterà un sorriso. Amaro, se vi renderete conto di essere dalla parte delle difettose.

Generalmente le ore che precedono l’avvenimento ogni donna è in fibrillazione, passa ore davanti allo specchio a spelarsi minuziosamente sopracciglia, inguine e gambe, indossa tacchi 12 che generalmente usa solo a capodanno o al matrimonio di qualche amica e parte in picchiata.

Io al massimo cambio le calze di cotone da tennis con dei gambaletti neri e controllo non ci siano dei buchi, nel caso dovessi mai decidere di provare qualcosa.
Sì, perché anche per le scarpe non è che sia facilissimo trovare quelle che mi calzino a pennello avendo un 41. Anche qui sono over size.

L’incontro tra la mia amica magra e me, all’ora x, ha qualcosa di ambiguo e inquietante. Non si capisce infatti se veniamo dallo stesso pianeta e se siamo della stessa razza. Lei ha lo stile di Gabrielle Solis in Desperate Wives e io sembro un misto di Peppa Pig e Garfield!

Fatti i convenevoli, la mia amica decide (fosse per me la porterei nel reparto taglie forti della Kiabi) quali boutiques visitare. Vi assicuro che non ho nemmeno bisogno di parlare, basta lo sguardo della commessa non appena mi vede entrare, che si chiede che cosa ci faccia lì, e infatti non appena pronuncio timidamente: “Scusi…”, lei con uno sguardo malefico e una voce minacciosa non mi lascia terminare la frase rispondendomi con cattiveria: “Mi dispiace, ma non abbiamo vestiti della sua taglia, qui”.

Odio, odio incondizionato per tutte le commesse di questo tipo, che possano ingrassare di 30 chili con un’iniezioni sbagliata di botulino!

“Veramente volevo solo sapere a che ora chiudete”. Questo volevo sapere, stronza!

Appurato che lo shopping non è il mio forte, tornerò al sicuro tra i camerini bui e il reparto dimenticato in un angolo del mio negozio di fiducia taglie XXL, indossando completi informi e demodé e consolandomi con un cono crema, panna e granella di nocciole!


Questo articolo lo trovate qui:




sabato 18 gennaio 2014

Da domani inizio la dieta!



Ogni occasione è buona per sgarrare.
Dai, ammettiamolo. Siamo un esercito di coccodrille che piange sul cioccolato versato!

“Da domani sono a dieta!”. Quante volte avete esordito con questa frase, cercando di convincere per prime voi stesse?
Il problema mie care, è che il domani arriva e voi non siete pronte!

- cavolo, ho ancora il frigo pieno di roba!
- accidenti stasera esco con i colleghi!
- oggi sono triste, mi merito una bella fetta di torta
- ho litigato con mia madre/fidanzato/marito/figli/amica/zio/nipote/capo/collega/passante/verduriere e chi più ne ha più ne metta…. Devo sciogliere lo stress con un cioccolatino fondente!
- ops, tra tre mesi è Natale
- tra una settimana è il mio compleanno.. che senso ha iniziare una dieta ora per interromperla subito?

MALE! Anzi malissimo!
Parola di chi inizia e non finisce mai!

La parte più difficile è iniziare. Superati i primi tre o quattro giorni in cui i cibo è il vostro pensiero ricorrente e il diavolo veste i panni dei vostri amici che immancabilmente, non appena iniziate una dieta, vi vogliono utilizzare come cavia per provare tutti i nuovi manicaretti appresi al corso di cucina di Benedetta Parodi, le settimane a seguire riescono a diventare quasi routine.
Anzi, in quel momento mistico in cui riuscite a seguire la dieta a puntino quasi vi infastidisce la vista degli altri “ciccioni”, che considerate essere abietti privi di forza di volontà e indegni del vostro sguardo.
Personalmente guardo tutti i programmi tipo “Un anno per rinascere”, “Grassi contro Magri”, “Adolescenti XXL” per poter criticare apertamente i vizi mangerecci e condannare la ciccia altrui, tronfia dei miei risultati raggiunti.

Ma il male è dietro l’angolo e si chiama mamma! Oppure Paola, Sofia, Francesca! Tutte, ma proprio tutte, non possono fare a meno di cercare di convincerti a mangiare un pezzettino di questo o di quello… tanto che vuoi ti faccia? Mica fa ingrassare! E invece sì! Io sono un agglomerato di assaggini, finger food, stuzzichini e pizzette che si sono stratificate nel tempo attorno alle mie ossa! Come un aletta di pollo speziata e avviluppata nella pancetta! Avvolta. Succosa e morbida!



Impossibile resistere. Se lo fai passi per un’estremista della dieta, la nuova Jane Fonda dei poveri. Se invece abbandoni i tuoi buoni propositi aprirai una voragine, un buco nero. Un pozzo senza fondo dove ricomincerai a gettare cibo spazzatura.

E’ tutto un attimo, ma intanto tu hai sempre pronta la tua scusa: “Da domani inizio la dieta”!!


Questo articolo lo trovate qui:


mercoledì 15 gennaio 2014

La palestra, questa sconosciuta 2 - La vendetta




 Il vostro guru del fitness è pronto con la scheda delle torture in mano. 

Vi spiega cosa fare mentre cominciate ad aggirarvi per la sala spaesate, allungando il collo per sbirciare se il nome della macchina coincide con quello indicato sul vostro foglio.

Ovviamente le prime volte dimenticherete sempre la bottiglietta dell’acqua, tanto che dopo qualche minuto il vostro respiro sembrerà lo stesso rantolo di Samantha Fox in “Touch me”, e dimenticherete l’asciugamano da mettere dietro schiena e fondoschiena quando siete agli attrezzi. Peccato che subito dopo lo userete per asciugarvi il sudore che cola a flotti dalla fronte e in quel puzzo immane misto di fatica e dolore, oltre alla colorazione violacea del viso e il sudore evidente di alcune parti del corpo, proverete persino piacere.

Una sorta di masochismo cosmico si impossesserà di voi, decise come non mai a diventare le future top model di domani.

Ma non preoccupatevi, è solo un disguido passeggero.

Fuori dalla palestra troverete una rassicurante fetta di torta, pronta a risarcirvi delle calorie appena perdute.

Generalmente la prima reazione negli spogliatoi è la seguente: vi spogliate, vi guardate allo specchio e tastate con mano l’ampiezza delle vostre circonferenze come se per loro non ci fosse più un domani e pensate “Sono troppo figa, non ho male da nessuna parte!!”.

Il tempo di rientrare a casa e piegarvi per slacciare le scarpe, comincerete ad avvertire qualche cedimento muscolare che solitamente nell’arco di due/tre ore diventa paralisi.
E’ l’acido lattico che vi ha invaso.

Nessuna paura! Sdraiatevi, leggete un libro, prendete la vostra bibita preferita e possibilmente qualche muffins, poltrite e se necessario lamentatevi.

Fa sempre un certo effetto sul marito o sul compagno di turno e potrete assicurarvi servizi insperati per almeno le 24 ore seguenti!
(Approfittatene e chiedete massaggi e coccole!! Oltre ovviamente a massicce dosi di caramelle e dolci per il vostro sostentamento giornaliero, aumentato a causa dell’eccessivo dispendio di energia!)

Ora non vi resta che entrare in questo circolo vizioso per i prossimi sei mesi. Farete nuove amicizie, sfoggerete tutine adorabili, fingerete di essere diventate ginnaste olimpioniche ma non dimenticate….  La magia dura solo sei mesi! E come in Cenerentola la carrozza ritornerà zucca!!

A conferma di quanto scritto allego cimelio storico: la mia iscrizione in palestra dell’anno 1995 per la durata esatta di SEI MESI!!!





Questo articolo lo trovate qui:




lunedì 13 gennaio 2014

Piccole riflessioni in una giornata GRIGIA

Guardo fuori dalla finestra e vedo solo grigio. La nebbia è talmente spessa che non si vede oltre il cancello.
Ottimo tempo per meditare e riflettere, dunque!
(anche per dormire, potendo).
Sono tre mesi abbondanti che cerco di mangiare meglio, di cui una cinquantina di giorni in cui sono "realmente" a dieta.
I primi risultati si vedono, ho perso quasi 10 chili.
Aggiungiamoci il fatto che due volte a settimana mi scateno con il taekwondo. Per chi non lo sapesse è un'arte marziale coreana basata su calci e pugni in volo (sono uno spettacolo in volo, dovreste vedermi!!)
E aggiungiamoci anche che almeno un altro giorno (quando sono proprio brava, due) faccio esercizi a casa, impavida, noncurante delle risate delle mie figlie, davanti ai video su youtube!!
Detto questo.... riesco a controllare la fame o meglio, forse dovrei dire che ho molta meno fame!
Quando sgarro però lo faccio proprio bene e poi sto malissimo. Ieri sera, complice il compleanno di una delle mie due figlie, ho pasticciato e subito il mio corpo ha reagito.
Al di là dei sensi di colpa che ho provato subito dopo aver divorato salatini e dolcetti, sono stata contenta di stare male. Sì, perchè vuol dire che anche il mio corpo non accetta più tutta quella porcheria che prima ingurgitavo senza fatica e con sommo gaudio!
Mi sono accorta anche di un'altra cosa. Mi piace avere un po' di fame e resistere!
Oltre che sentirmi più leggera con il corpo, anche la mia mente riesce a muoversi con più scioltezza. E' tornata la voglia di scrivere, di muovermi, di fare!
Ho buttato via dagli armadi tutti i vestiti che mi stanno larghi e questo è un segnale molto forte. Vuol dire che non voglio più tornare indietro (senza contare il fatto che spenderei un patrimonio per ricomprarmi tutto e questo è altrettante incentivante!!!)
Mi piace stare a dieta, mi piace pesarmi e vedere che la bilancia scende, mi piace riuscire a mettere entrambe le mani dentro i pantaloni e avanzarne ancora, mentre prima non entrava manco la t-shirt!!
Insomma, mi sento più bella e decisamente più sexy!
Si continua, c'è un luuuungo percorso che mi aspetta.
Siamo solo all'inizio.
Dai Viviana, ce la fai!!

giovedì 9 gennaio 2014

Palestra, questa sconosciuta!


Va bene, avete deciso di affrontare la dieta, ora avete 24 ore prima che il vostro cervello decida di riportarvi sulla buona strada!

Affrettatevi quindi a fare l’abbonamento in palestra!

Se siete temerarie fatelo per almeno sei mesi, probabilmente ne butterete via cinque ma in queste 24 ore sarete gasate al massimo.

Dopo la palestra una capatina al negozio di abbigliamento sportivo ci vuole. Tutina fucsia (è un must, ci vuole), canottierina ed elastico per capelli rigorosamente in tinta.

Il primo giorno di palestra vi sentirete come una cacca su una torta nuziale, vale a dire FUORIPOSTO! Ma non disperate, c’è di peggio, ed è il secondo giorno: quello in cui sarete ancora doloranti per i pochi muscoli che avrete movimentato e non ricorderete assolutamente quali sono le macchine da usare seppur segnate sulla vostra scheda.

E’ facile riconoscere una novellina da palestra: generalmente è sovrappeso, ha uno sguardo vitreo perso nel vuoto, si muove come un elefante in una cristalleria, dice sempre di sì ed è vestita ovviamente di rosa!!

Se la palestra è seria vi portano in una stanzina, vi pesano e vi misurano la massa grassa…
(intanto le 24 ore sono già passate e voi vorreste essere dappertutto tranne che su quella bilancia malefica).

Si avvicina il vostro allenatore (che probabilmente dopo aver avuto a che fare con voi cambierà lavoro!) e vi fa salire sulla bilancia per verificare che non abbiate barato col peso, mentre voi con sbattimento di ciglia cercherete di dissuaderlo da tale azione e quando inforcherà le pinze per misurarvi la ciccia, sareste quasi pronte a svendere il vostro corpo purché desista.
Il problema è che lui non ne vuole sapere (almeno per ora, perché arriverà anche quel momento!) del vostro corpo ciccioso, quindi non vi resta che accettare la forca e promettergli di diventare atlete agoniste!

Dopo questa gogna, per fortuna non pubblica, vi avviate con lui nella sala aerobica e la prima cosa che farà sarà piazzarvi sul tapis roulant, sperando di rivedervi in un episodio di Paperissima.

Dopo quindici minuti di camminata (non parliamo ancora di corsa, per carità) con l’acido lattico che già vi fuoriesce dalla punta dei capelli, vi avviate nel corridoio verso la sala degli attrezzi.

Il vostro passaggio sembra quasi il remake di “Dead man walking”, attraversate il corridoio della morte e vi trovate di fronte a un esercito di piccoli Ivan Drago, rigorosamente sudati e vestiti in tenute a dir poco ridicole.

Vi guardate e vi rendete conto però che solo voi siete vestite in maniera diversa da loro… questo vuol forse dire che la ridicola siete voi???

Soprassedete su questo piccolo dilemma e con un gran respiro entrate nella stanza delle torture, salutando tutti discretamente (senza ricevere ovviamente risposta), accompagnata da colui che per i prossimi sei mesi (se sarete brave) diventerà il vostro guru!!

To be continued… 




Questo articolo lo trovate qui:

http://www.uncannynerdz.it/2013/08/palestra-questa-sconosciuta.html